Sport, Tecnologie e Politiche sulla DisabilitàSport, Technologies and Policies on Disability

19 maggio 2015 2 Di Salvatore Cimmino

Genova, 23 aprile 2015

Salone d'Onore del CONI Ligure - Relatori del Convegno: E. Guglielmelli, A. Cimaglia, S. Cimmino, A. Spataro, M. Bornia, F. Tassara, M. Di NIcola, M. Corti

Salone d’Onore del CONI Ligure – Relatori del Convegno:
E. Guglielmelli, A. Cimaglia, S. Cimmino, A. Spataro, M. Bornia, F. Tassara, M. Di NIcola, M. Corti

Vorrei esprimere la mia profonda gratitudine a quanti mi sono stati vicini con il loro affetto e il loro sostegno per tutti questi anni. Voglio dire grazie a quanti hanno condiviso e continueranno – ne sono certo – a condividere la mia battaglia: per un mondo senza barriere e senza frontiere.

Un saluto particolare a tutte le persone che ho incrociato sulla mia strada che, senza conoscermi, mi hanno regalato il loro tempo e la loro amicizia.

Ho iniziato questa avventura perché sono profondamente convinto dell’ importanza della condivisione. Solo portando all’attenzione dell’opinione pubblica le difficoltà e i disagi che quotidianamente vivono le Persone con Disabilità, solo sensibilizzando le coscienze, sarà possibile costruire, insieme, un mondo a misura di tutti. Se condividiamo l’idea di una società che si faccia carico dell’altro e che invogli ognuno a mettere a disposizione le proprie competenze e le proprie capacità, allora presto si potranno sconfiggere e abbattere definitivamente le barriere della diffidenza e dell’emarginazione così da poter raggiungere quegli obiettivi fondamentali per noi disabili – come l’esigibilità delle leggi che regolano la disabilità – impedendo che oltre un miliardo di persone rimanga indietro, da sola, ad affrontare l’esistenza.

Antonella Cimaglia

Antonella Cimaglia

Oggi i Governi, che in realtà fanno ancora poco in materia di disabilità, devono invece cominciare ad occuparsene concretamente, devono affrontare con convinzione la realtà dei disabili valutandone insieme la parte da risolvere come problema e quella da considerare come risorsa da utilizzare per la crescita e lo sviluppo dei Paesi del mondo. I Governi devono essere capaci di promuovere reali processi di integrazione, reali processi di cambiamento nell’organizzazione delle città, dei quartieri, dei trasporti, delle scuole, di tutte le strutture pubbliche. Devono farsi carico di promuovere una politica imprenditoriale capace di industrializzare gli enormi e straordinari passi avanti compiuti dalla ricerca scientifica e dallo sviluppo tecnologico e contemporaneamente consentire a tutti i disabili di poterne fruire.

E’ necessario che il sistema sanitario contempli investimenti maggiori per la realizzazione di centri di ascolto per le famiglie, che non devono mai più essere lasciate sole. E’ necessario facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro, valorizzare di ogni cittadino le capacità e le attitudini e, soprattutto, non permettere mai che qualcuno rimanga isolato e senza speranza.

Le Persone con Disabilità devono collaborare aiutando gli altri a vedere gli ostacoli che quotidianamente affrontiamo, dobbiamo impegnarci e non stancarci di parlare, manifestare, aiutare a dare voce a chi voce non può avere.

La mia prossima tappa – prevista per il mese di luglio del prossimo anno – è la Cuba Miami, e il traguardo sarà quello di portare un aiuto concreto per liberare le tecnologie dai cassetti dei principali centri di ricerca per renderli accessibili alle persone con disabilità , e per questo avrò bisogno di tanto sostegno e tanta solidarietà.

Filippo Tassara

Filippo Tassara

Secondo l’OMS ogni anno, sono oltre un milione le amputazioni che vengono eseguite a causa del diabete. Ogni 30 secondi a una persona viene amputato un arto inferiore a causa del diabete.

Secondo l’OMS il numero dei nuovi casi di cancro per anno salirà da 14 a 22 milioni nei prossimi due decenni.

Secondo l’OMS continua a salire il numero delle vittime di incidenti e malattie sui luoghi di lavoro. Gli ultimi dati dall’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) in occasione della giornata mondiale sulla sicurezza e la salute occupazionale parlano di 268 milioni di incidenti non mortali ogni anno e di 160 milioni di nuovi casi di malattie legate al lavoro.

Antonio Spataro

Antonio Spataro

Secondo l’OMS le malattie rare sono circa 6.000, l’80% ha origine genetica. Secondo stime recenti, nei 25 paesi della Unione europea circa 30 milioni di persone soffrono di una malattia rara, vale a dire la somma della popolazione di Olanda, Belgio e Lussemburgo. In Italia sono circa 2 milioni. Il 70% sono bambini.

Questi numeri spaventosi ci inducono a riflettere sulla necessità di coinvolgere e responsabilizzare maggiormente i governi di tutto il mondo sulle questioni riguardanti la lotta all’accessibilità, fruibilità del patrimonio tecnologico per l’autonomia delle persone con disabilità attraverso la Ricerca, lo sviluppo e l’industrializzazione delle protesi e degli ausili intelligenti.

Eugenio Guglielmelli

Eugenio Guglielmelli

La maggior parte delle persone con disabilità la mattina, quando si sveglia, ha grandi difficoltà nel pianificare una giornata; spesso è costretta ad accontentarsi della semplice immaginazione.

I motivi di questa triste realtà li conosciamo molto bene: mancano i dispositivi protesici e gli ausili corrispondenti alle proprie esigenze, le abitazioni sono inospitali perchè molto spesso sprovviste di ascensori per l’accesso e per l’uscita, manca il lavoro, e questo provoca sovente disistima nei confronti di se stessi. In più, se penso agli adolescenti, sappiamo bene che in alcune zone del nostro Paese le scuole sono architettonicamente inaccessibili o, realtà ancora più grave, prive d’insegnanti di sostegno, condizioni che compromettono quello sviluppo culturale e sociale pieno ed armonico a cui invece tutti, sulla carta, avremmo diritto.

Tutto questo accade perché il progresso non è distribuito equamente, non è accessibile a tutti.

Conoscete ormai la mia storia. Sono disabile dall’età di 14 anni e nel corso della mia esistenza, fino ad oggi che di anni ne ho cinquantuno, ho naturalmente avuto, come tutti, alti e bassi. Ma il problema in più, com’è ovvio, è stato sempre rappresentato dalle condizioni di partenza. Io credo che una società, per dirsi civile, debba porsi come obiettivo principale il benessere delle persone che ne fanno parte, valutandone i bisogni e accogliendone le esigenze fondamentali. Ma il processo che io intendo è un processo, essenzialmente culturale.

Mauro Bornia

Mauro Bornia

Non c’è politica che tenga, non c’è regola scritta che possa risultare efficace e risolutiva se non si riesce, prima, ad arrivare alla coscienza, alla formazione psicologica e morale dei cittadini. Intendo dire, in sostanza, che tutti i discorsi sull’accoglienza, sull’integrazione, sulla comprensione risulteranno vani e vuoti se non accompagnati da una reale modifica, profonda e radicale, del senso di cittadinanza e di appartenenza.

Solo partendo dall’acquisizione di questa consapevolezza, quindi, sarà facile elaborare politiche che davvero si facciano carico di quei “problemi in più”, di quelle differenze che spesso, anche se minime, avvelenano l’esistenza di un essere umano.

Realizzare uno scivolo nelle abitazioni e negli edifici pubblici sarà a quel punto naturale com’è oggi naturale costruire una scala per arrivare al piano superiore di un’abitazione, non ostruire il passaggio sui marciapiedi, non occupare un parcheggio riservato ai disabili si trasformerà da regola imposta per legge a comportamento spontaneo e scontato e così via fino a concepire, finalmente, i progressi della ricerca scientifica come materia da condividere per migliorare la vita di tutti e non solo di pochi fortunati.

Manuela Di Nicola

Manuela Di Nicola

Ormai sono molti anni che, grazie ad incontri come quello di oggi, ho la possibilità di raccontare a tante persone le piccole e grandi contraddizioni che, dal mio punto di vista, caratterizzano il nostro Paese: da una parte raccogliamo i frutti di una vivacissima attività scientifica e tecnologica, dall’altra viviamo ancora oggi, nel 2015, il paradosso di un nomenclatore tariffario inadeguato e obsoleto.

Da una parte godiamo di una tra le legislazioni più favorevoli all’integrazione dei disabili, dall’altra scontiamo un ritardo culturale e una grave carenza della politica, che quando si tratta di tagliare fondi non esita a rivolgere lo sguardo, come prima opzione, al nostro mondo. Insomma un atteggiamento schizofrenico che meriterebbe sicuramente un approfondimento di analisi ma che io mi limito invece, purtroppo, a sottolineare semplicemente come vittima.

Un momento del Convegno

Un momento del Convegno

Ma poi, per fortuna, c’è la società civile, ci siete voi, che invece il problema ve lo ponete, eccome, e non solo, lavorate anche per avviare processi reali e concreti di cambiamento.

Sono convinto che proprio partendo da incontri come questo sia possibile intervenire nel profondo delle coscienze; socializzare le esperienze, analizzare le situazioni, parlare e confrontarsi: tutto questo rappresenta l’unico esercizio possibile per inventarsi una società nuova, per trasformare il pianeta in un luogo per tutti, di tutti.

Salvatore Cimmino
Genoa, April 23th, 2015

Hall of Honour of CONI Ligure - Speakers Conference: E. Guglielmelli, A. Cimaglia, S. Cimmino, A. Spataro, M. Bornia, F. Tassara, M. Di NIcola, M. Corti

Hall of Honour of CONI Ligure – Speakers Conference:
E. Guglielmelli, A. Cimaglia, S. Cimmino, A. Spataro, M. Bornia, F. Tassara, M. Di NIcola, M. Corti

I would like to express my gratitude to all those who were close to me with their affection and their support during all these years. I want to say thank you to those who shared and will continue – I am sure – to share my battle: for a world without barriers and borders.

A particular greeting to all the people I have met on my road which gave me their time and friendship, even though without knowing me.

I started this adventure because I am truly convinced of the importance of sharing. Only by bringing to public attention the difficulties and the bother which People with Disability live daily and sensitizing the awareness, a world fit for all may be build together. If we share the idea of a society taking care of the other and that encourages everyone to make available their skills and abilities, then soon those barriers of mistrust and marginalization may be defeated and tear down. Therefore, us disabled, we may achieve those fundamental goals – as the collectability of the laws regulating disability – preventing that over a billion people stay behind, alone, to face life.

Antonella Cimaglia

Antonella Cimaglia

Governments today, which actually are still doing little on disability, should instead start work concretely, facing specifically the reality of disabled evaluating together the part to be solved as a problem and that to consider as a resource to be used for the growth and development of Countries around the world.

Governments must be able to promote the real integration methods, real changing process in the organization of cities, neighbourhoods, transportation, schools, of all public structures. They must take responsibility for promoting an enterprise policy able to industrialize the huge and extraordinary progress made by scientific research and technological development and, in the mean time, allow all disabled to benefit from that.

Filippo Tassara

Filippo Tassara

It is necessary for the health system to consider major investments for the creation of counselling centres for families that must never again must be left alone. It is necessary to facilitate the entrance into employment, enhance the abilities and attitudes of each citizen and, most of all, never allow anyone to remain alone and hopeless.

People with Disability must cooperate helping others to see the obstacles that we face every day; we must commit and do not get tired of talking, showing, helping to give a voice to the voiceless.

Antonio Spataro

Antonio Spataro

My next stage – expected for July of the next year – is Cuba Miami. The goal will be to bring concrete help to free technologies from the drawers of the leading research centres to make them accessible to people with disability. For this reason I will need a lot of support and solidarity.

According to the WHO – World Health Organization – each year over a million amputations are due to diabetes. Every 30 seconds a person is submitted to a lower limb amputation because of diabetes.

According to the WHO, – World Health Organization – the number of new cases of cancer each year will grow from 14 to 22 million in the next 20 years.

Eugenio Guglielmelli

Eugenio Guglielmelli

According to the WHO, – World Health Organization – it continues to rise the number of victims of accidents and illness in the workplace. The most recent data from the International Work Organization on the occasion of the World Day on Safety and Occupational Health, speak of 268 million non-fatal accidents each year and of 160 million new cases of work-related diseases.

According to the WHO, – World Health Organization – there are 6,000 rare diseases, the 80% have a genetic origin. According to recent estimates, in the 25 European Union Countries about 30 million people suffer from a rare disease, which is the sum of the population of Netherlands, Belgium and Luxemburg. In Italy there are about 2 million; 70% are children.

These frightening numbers lead us to reflect on the need to engage and empower governments from all the world on issues concerning the fight for accessibility, usability of the technological heritage for the independency of people with disability through research, development and industrialization of prosthesis and intelligent aids.

Mauro Bornia

Mauro Bornia

The majority of persons with disabilities in the morning, as they wake up, have difficulties in planning their day; often they are forced to be satisfied of the simple imagination.

We know very well the reasons of this sad reality: the prosthetic devices and the corresponding aids to their needs are missing; houses are inhospitable because very often are un-provided with elevators for access and exit; work is missing, and this frequently causes disesteem towards themselves. Furthermore, thinking about teenagers, we well know that in some areas of our Country schools are architecturally inaccessible or, even worse reality, lacking of assistant teachers. These conditions compromise that full and harmonious cultural and social development to which all, on paper, deserve.

All of this happens because progress is not equally distributed, it is not accessible to all.

You already know my story. I am disable since I was 14 years old and during my life, until today which I am fifty-eight years old, I have naturally had, as everyone, ups and downs. But the problem, of course, has been always represented by the starting conditions. I believe that a society, to be called civil, should achieve as a goal the wellbeing of people, evaluating its needs and accepting the fundamental needs. But the process I mean is essentially a cultural process.

Manuela Di Nicola

Manuela Di Nicola

There is no holding policy, there is no written rule that can be effective and decisive if is not possible, before, to reach the consciousness and the psychological and moral education of citizens. I mean, in substance, that all the debates on immigration, integration and comprehension, will result useless and empty if not accompanied by a real change, deep and radical, of the sense of citizenship and belonging.
Only starting from the acquisition of this knowledge, it will be easy to develop policies that really take charge of those “extra problems”, those differences that often – although minimum – poison the existence of a human being.

Making a slide in homes and public offices will then be natural as it is today natural to build a stairway to reach the upper floor of a house. Do not block the way on sidewalks, not occupying a disabled parking, will turn from rule imposed by law to a spontaneous and expected behaviour and so on until conceiving, finally, the progress of scientific research as a subject to be shared in order to improve the lives of everyone, not just a lucky few.
By now it is many years that, thanks to meeting like the one of today, I have the possibility to tell many people the small and major contradictions that, from my point of view, characterize our Country. On one hand we collect the results of a lively scientific and technologic activity, on the other we still live, in 2015, the paradox of an unsuitable and obsolete document for health benefit prices.

A moment of the conference

A moment of the conference

On one hand we enjoy one of the most favourable laws to the integration of disabled people, on the other we serve a cultural delay and a serious lack of policy, that when it comes to cutting funds it does not hesitate on turning the gaze, as first option, to our world. In other words, a schizophrenic attitude that certainly deserves an in-depth analysis, but which I limit myself, unfortunately, to simply underline as a victim.
But then, fortunately, there is the civil society, there is you, which instead certainly pose the issue and work to start real and concrete processes of change.

I believe that by starting from meetings like this it is possible to intervene in the depth of consciences; socializing experiences, analyzing situations, talking and comparing: this represents the only possible exercise to reinvent a new society, to transform the planet into a place for everyone, of all.

Salvatore Cimmino