RIMUOVERE LE BARRIERE PER CREARE UNA SOCIETA’ INCLUSIVA E ACCESSIBILE REMOVE THE BARRIERS TO CREATE AN INCLUSIVE AND ACCESSIBLE SOCIETY

2 novembre 2015 0 Di salvatore cimmino

[cml_media_alt id='2239']27 ottobre 2015 - Roma, Circolo Canottieri Aniene Un momento della Conferenza[/cml_media_alt]

27 ottobre 2015 – Roma, Circolo Canottieri Aniene
Un momento della Conferenza

Innanzitutto voglio ringraziare, per la loro presenza, i relatori di questo incontro perché l’interesse e la vicinanza che hanno voluto oggi manifestare hanno per me un grandissimo significato.

(Prof. On. Maria Chiara Carrozza; Prof. Straordinario Eugenio Guglielmelli; Avv. Cav. Piero Salussolia; Ing. Alfredo Pagani, Dr Edward Von Freymann; nonché l’On. Franca Biondelli e l’Ing. Elio Catania che causa un impedimento dell’ultimo momento non sono potuti venire).

Voglio proprio partire da questo, dal tema della solidarietà e dalla condivisione, e dall’importanza che queste due parole per chiunque, e a maggior ragione per un disabile, assumono nel corso della vita. La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità disegna molto bene, con grande efficacia, le condizioni entro le quali ogni disabile deve poter organizzare la propria esistenza e sottolinea inoltre, fatto straordinariamente importante, come della disabilità ogni società debba farsi carico trasformando questa condizione da fatto privato a fatto sociale.

[cml_media_alt id='2240']Alfredo Pagani[/cml_media_alt]

Alfredo Pagani

Un mondo solidale, giusto, equo, come è ovvio, non lascia indietro nessuno e delle fragilità si fa carico.

Certo, questo sulla carta, nelle intenzioni.

Il mondo reale però è più duro, ed è difficile creare queste condizioni perché gli ostacoli sono molti e alcuni anche difficilmente superabili.

Un ostacolo è il fattore economico, un ostacolo è l’indifferenza, un ostacolo è anche la mancanza di conoscenza, l’ignoranza. A tutti questi impedimenti però la scienza e la politica possono, se in sinergia e con convinzione, in buona parte ovviare.

Da quando porto una protesi, e sono passati ormai quasi trentacinque anni, la scienza ha fatto passi da gigante. La ricerca tecnologica, grazie alle straordinarie capacità e competenze dei ricercatori, è stata in grado di realizzare, in campo protesico ma non solo, prodotti eccellenti, in grado di modificare radicalmente, in meglio, la qualità delle nostre vite.

[cml_media_alt id='2241']Salvatore Cimmino[/cml_media_alt]

Salvatore Cimmino

Questi miglioramenti, credetemi, non rappresentano un vantaggio solo per noi che ne usufruiamo direttamente, ma costituiscono in realtà una notevolissima convenienza, anche in termini economici, per tutta la società.

Voglio partire dal mio caso: da quando mi è stata fornita una protesi di ultima generazione, con il ginocchio elettronico, e sono passati ormai otto anni, il risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale, come confermatomi dalla ASL, è stato notevolissimo poiché non ho avuto bisogno di ricorrere, con la stessa frequenza di prima, al Centro Protesi di Vigorso di Budrio per le riparazioni e gli aggiustamenti. Inoltre ho risolto gran parte dei miei problemi alla schiena perché riesco a camminare molto più eretto e con meno fatica.

Il punto è: perché non tutti i disabili possono godere degli stessi vantaggi? Perché in Italia è ancora in vigore un nomenclatore tariffario così obsoleto? Quanto ci stiamo perdendo, come Paese, in termini economici e in grado di civiltà, continuando ad ignorare questi ritardi?
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ci fornisce dati davvero spaventosi: ogni anno sono oltre un milione le amputazioni che vengono eseguite a causa del diabete. Ogni 30 secondi a una persona viene amputato un arto inferiore.

[cml_media_alt id='2242']On. Maria Chiara Carrozza[/cml_media_alt]

On. Maria Chiara Carrozza

Il numero dei nuovi casi di cancro per anno salirà da 14 a 22 milioni nei prossimi due decenni.

Le malattie rare sono circa 6000, e l’80% ha un’origine genetica. Secondo stime recenti, nell’Unione Europea, circa 30 milioni di persone soffrono di una malattia rara, vale a dire la somma della popolazione di Olanda, Belgio e Lussemburgo. Solo in Italia sono circa 2 milioni e di questi il 70% è rappresentato da bambini.

Sottolineo questi numeri perché la loro grandezza dovrebbe, io credo, chiarire la necessità, urgente, di affrontare il problema della disabilità con parametri nuovi, passando dal concetto di mera assistenza a quello di inclusione, partecipazione, ascolto, promuovendo percorsi di autonomia e valorizzazione delle capacità, puntando molto sul mondo del lavoro e tenendo sempre a mente che anche in questo campo, anzi soprattutto in questo campo, è necessario applicarsi rivolgendo uno sguardo che sia lungo e progettuale, perché un grande investimento oggi permetterà sicuramente grandi risparmi per il domani.

[cml_media_alt id='2243']Edward Von Freymann[/cml_media_alt]

Edward Von Freymann

E siccome stiamo parlando di persone, e le persone non devono mai essere rappresentate esclusivamente come un costo, io esprimo anche la speranza che la disabilità, intesa come diversità, un giorno molto vicino possa arrivare ad essere vissuta come una risorsa, come un occasione di crescita e sviluppo per tutte le società.

In questi anni, girando l’Italia e il mondo nel tentativo di sensibilizzare le persone sulle necessità e le urgenze del mondo dei disabili, ho incontrato soltanto persone straordinarie, gente comune e rappresentanti della politica, sempre accoglienti e disposti all’ascolto e alla collaborazione.

[cml_media_alt id='2244']Eugenio Guglielmelli[/cml_media_alt]

Eugenio Guglielmelli


La politica, soprattutto, e parlo di amministratori locali, non si è mai tirata indietro e anzi ha sempre dimostrato di saper assolvere con grande dignità e competenza al ruolo di guida e di governo.

Nelle piccole realtà territoriali si realizzano molto spesso progetti che coinvolgono i disabili, ed è ben chiara a questi sindaci e assessori l’importanza del sostegno alle famiglie, che non dovrebbero mai essere lasciate sole nella gestione di queste difficoltà.

[cml_media_alt id='2245']Cav. Piero Salussolia[/cml_media_alt]

Cav. Piero Salussolia

Da parte mia io continuo a fare quello che so fare, nuoto sperando che ogni volta, le mie traversate, suscitando curiosità, riescano a focalizzare l’attenzione sui problemi del nostro mondo, dando voce a chi non può parlare, rappresentando i bisogni e i desideri di quanti non sono in grado di esprimerli.

Oggi qui, in questo Circolo che per primo ha creduto in me e nel mio progetto, è presente la politica ed è presente la scienza: da questo incontro spero possano nascere idee per una collaborazione utile e proficua.

Con Affetto
Salvatore Cimmino

[cml_media_alt id='2239']27 ottobre 2015 - Roma, Circolo Canottieri Aniene Un momento della Conferenza[/cml_media_alt]

27 ottobre 2015 – Roma, Circolo Canottieri Aniene
During the Conference

First of all I wish to thank all the participants for attending today because their interest and support is very important to me.

(Prof. Maria Chiara Carrozza, Prof. Eugenio Guglielmelli, Piero Salussolia, Alfredo Pagani, Dr. Edward Von Freymann, as well as Hon. Franca Biondelli and Eng. Elio Catania who, at the very last moment, could not attend).

This is exactly the starting point, the issue of solidarity and sharing and how important these two words are for everyone, especially the disabled in the course of a lifetime. The UN Convention on disabilities outlines quite clearly and efficiently, the conditions which will allow every disabled person to organize his life. Moreover it underlines, and this is extremely important, how every society must take responsibility for the disabled as a priority, making this condition a social issue and not a private one.

[cml_media_alt id='2240']Alfredo Pagani[/cml_media_alt]

Alfredo Pagani

A sustainable, fair, impartial world doesn’t leave anybody behind and assumes responsibility for those in difficult situations.

This is of course, a correct approach in theory, but everyday life is much more harsh and it is often impossible to create these conditions because there are many obstacles and most of them are difficult to overcome.

One obstacle is the economic factor; indifference is an obstacle as is ignorance and the lack of information. But science and politics may substantially bypass all of them if there is the will to do so; if there is cooperation and awareness.

[cml_media_alt id='2241']Salvatore Cimmino[/cml_media_alt]

Salvatore Cimmino

One obstacle is the economic factor; indifference is an obstacle as is ignorance and the lack of information. But science and politics may substantially bypass all of them if there is the will to do so; if there is cooperation and awareness.

Since I began wearing a prosthesis, already over 35 years ago, science has made incredible progress. Advancements in technological research, thanks to the extraordinary skills of its researchers, lead to the production of high quality products, and not only in the field of prostheses, capable of greatly improving the quality of our lives.

These improvements, believe me, are not only an advantage for all of us availing ourselves directly, but they are actually considerably advantageous, even from an economic point of view for the whole of society.

[cml_media_alt id='2242']On. Maria Chiara Carrozza[/cml_media_alt]

On. Maria Chiara Carrozza

I want to start from my experience: since I was provided with a state-of the-art prothesis with an electronic knee, 8 years ago, the National Health Care has saved considerably as was confirmed to me by my local Health Board (ASL) ; I did not have the need to apply to the prosthesis Center of Vigorso for constant repairs and adjustments as I had in the past. In addition it solved most of my back problems because I can walk more upright and with less fatigue.

The heart of the problem is this: why cannot all disabled persons avail themselves of the same advantages? Why is such an obsolete tariff nomenclature still in force in Italy? Imagine the loss, for this country, in economic terms and in terms of common civility, caused by ignoring such delays?
The World Health Organization supplies us with frightening data: each year there are more than 1 million amputations due to diabetes. Every 30 seconds a person looses a leg.

The number of the new cancer cases per year will increase from 14 to 22 million in the next two decades.

[cml_media_alt id='2243']Edward Von Freymann[/cml_media_alt]

Edward Von Freymann

The rare diseases are approximately 6000 and 80% of them have a genetic origin. According to recent studies, in the European Union approximately 30 million people are affected by a rare disease, which means the sum of the Population of Netherlands, Belgium and Luxembourg. Only in Italy there are approximately 2 million of people and 70% of them are children.

I am offering this data because its scope in terms of numbers and importance, I strongly believe, should magnify the urgent need of facing the issue of disability with new parameters, surpassing the concept of mere assistance to inclusion, participation, listening, promoting courses of autonomy and valorization of capacities, focusing on the topic of work and jobs and keeping in mind always that for this issue, especially for this issue, it is necessary to focus on a long-term plan, because a significant investment today would allow a large saving for the future.

Since we are talking about people, and people should never be considered exclusively as a cost, I wish to stress the hope that disability, intended as a diverse ability, should be perceived as a resource, as an opportunity of growth and development for all societies.

[cml_media_alt id='2244']Eugenio Guglielmelli[/cml_media_alt]

Eugenio Guglielmelli

In these past years, touring Italy and the world with the intent of creating awareness on the urgent needs of the disabled, I have had the opportunity to meet only extraordinary people: people from all walks of life and political representatives, always welcoming and willing to listen and to collaborate.
Politicians, and I am referring to local administrators, have never refused to help, and have always demonstrated great dignity and capability in their roles of leadership and governing.

In the smaller arenas, often projects are organized that involve the disabled, and it is very clear to the mayors and councilmen of these small communities how important it is to support the families, who should never be left alone to manage their difficulties.

[cml_media_alt id='2245']Cav. Piero Salussolia[/cml_media_alt]

Cav. Piero Salussolia

For my part, I will continue doing the things I know how to do: swimming and hoping that each time my endeavors create curiosity and draw attention to the big problems we face, giving people the opportunity to speak out, representing the needs and the wishes of all those who are not able to express themselves.

Today, in this Sports Center, which was the first to believe in me and in my project, politics are present and science is also present. Starting today, from this meeting, I firmly hope that new ideas will arise to begin a useful, beneficial and fruitful collaboration.

Peace
Salvatore Cimmino