Vite nell’ombra: il dramma quotidiano dell’invisibilità

Vite nell’ombra: il dramma quotidiano dell’invisibilità

24 Novembre 2025 1 Di salvatore cimmino
La disabilità non è un limite, non è la disabilità a provocare sofferenza ma
l’impossibilità di fare certe cose quando ci scontriamo con un contesto sfavorevole.

La scena politica italiana in materia di disabilità presenta a tutti noi, attraverso una molteplicità di canali mediatici, il triste conto derivante da decenni di denunce di violazioni dei diritti umani ai danni delle persone con disabilità, su tutto il territorio nazionale. 

Nonostante possiamo conoscere in tempo reale, grazie anche ai social, il dettaglio di queste denunce, il numero delle vittime mietute e dei diritti umani violati, tali informazioni sembrano generare nell’opinione pubblica un generale atteggiamento di indifferenza e impassibilità. È sempre più facile ignorare un articolo di giornale o evitare un post, se parlano di violazioni dei diritti e di emarginazione. 

Per contrastare questo diffuso atteggiamento di indifferenza nei confronti delle persone con disabilità e di inazione collettiva e individuale ci vorrebbe, io credo, un cambio di paradigma culturale: superare l’approccio caritatevole ed assistenziale verso le disabilità, al fine di adottare un modello basato sul rispetto e l’affermazione dei diritti umani, come sancito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata in Italia con la Legge 3 marzo 2009 n. 18.

Per realizzare questo modello è necessario partire dalle basi e quindi dall’inclusione scolastica, che non deve rimanere un principio astratto ma deve invece diventare un diritto tutelato che richiede azioni concrete, come il superamento delle barriere materiali e immateriali e l’accesso alle riabilitazioni congeniali alle proprie esigenze, per garantire pari opportunità formative a tutti gli alunni e a tutte le alunne con disabilità.

Per contrastare le carenze del sistema scolastico italiano e la precarietà degli insegnanti di sostegno, che ostacolano il diritto allo studio e la continuità didattica per gli studenti e le studentesse con disabilità è necessario impegnarsi concretatemene per integrare nei programmi scolastici i principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Senza un’adeguata educazione e consapevolezza, anche le migliori leggi rimangono inefficaci, per questo, io credo, l’integrazione della Convenzione nei percorsi formativi scolastici rappresenterebbe un passo cruciale per costruire una società realmente inclusiva.

Mi ha colpito profondamente leggere, in queste ore, della violazione del diritto umano alla mobilità subita da un’atleta della nazionale italiana di nuoto in carrozzina che, per l’inaccessibilità dei mezzi di trasporto e delle stazioni, non ha potuto raggiungere Napoli per partecipare ad una manifestazione organizzata in onore dei suoi meriti sportivi. Auspico che il Comune di residenza dell’atleta, Castellammare di Stabia, e il Comune di Napoli, si impegnino a denunciare, quanto prima, per comportamento discriminatorio diretto, ai sensi della Legge 67/2006, la società di trasporto coinvolta, per dare un segnale di civiltà e perché si riconosca con fermezza che le persone con disabilità hanno pari dignità sociale.  

Salvatore Cimmino