Dall’invisibilità alla dignità: la lunga marcia dei diritti umani negati

Nel corso della storia dell’umanità, le persone con disabilità hanno affrontato un vero e proprio genocidio strisciante, rischiando più volte l’estinzione a causa di narrazioni tossiche e persecuzioni reiterate. L’evoluzione del loro ruolo sociale è stata una discesa negli inferi: da “castigo degli dei” nell’epoca greco-romana a “manifestazione malefica e diabolica” nel Medioevo; da “malato incurabile” nell’Ottocento alla definizione nazifascista di “vita non degna di essere vissuta”, che ha segnato il punto più basso della nostra civiltà.
Nonostante il recente passaggio terminologico – da “handicappato”; “disabile”; “diversamente abile” a “persona con disabilità” – e la solenne ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, (Legge 3 marzo 2009 n. 18), la realtà odierna è ben diversa dalla teoria.
Oggi, le persone con disabilità vivono ancora in una condizione di emarginazione, isolamento e invisibilità sistematica. La discriminazione si è evoluta, diventando burocratica e strutturale: ci viene impedito di vivere pienamente attraverso la negazione di riabilitazioni adeguate, ausili tecnologici all’avanguardia o cure specifiche per malattie rare. Questa non è semplice burocrazia, è la negazione del diritto alla vita e all’autodeterminazione.
Per superare questa condizione, il Disegno di Legge n. 449 sull’Equiparazione degli infortuni nella vita con gli infortuni sul lavoro, depositato in Commissione Sanità e Affari Sociali del Senato con il titolo “Disposizioni in materia di mobilità personale delle persone con disabilità”, propone una svolta radicale in materia di mobilità personale. La Pdl mira a rendere esigibile, su tutto il territorio nazionale, il diritto a una vita dignitosa, ponendo fine alla “lotta burocratica” per ottenere ausili e strumenti di mobilità.
I punti chiave della Pdl 449 che integrano questa battaglia per i diritti sono:
Accesso alle migliori tecnologie: Riconoscimento del diritto, senza limiti di età, a fruire delle tecnologie più avanzate sul mercato (ausili, protesi, domotica) attraverso il Servizio Sanitario Nazionale, superando gli attuali nomenclatori spesso obsoleti.
Mobilità come diritto fondamentale: Piena attuazione dell’articolo 20 della Convenzione ONU, garantendo la libertà di spostamento e l’autonomia delle persone con disabilità.
Semplificazione e uniformità: Superamento delle disparità regionali, garantendo omogeneità nel diritto alla mobilità e agli ausili su tutto il territorio nazionale.
Passare dalla “diversa abilità” alla “piena valorizzazione della persona“, come propone la Pdl 449, significa riconoscere che la mobilità non è un lusso, ma la precondizione essenziale per l’esercizio di ogni altro diritto umano. Il percorso verso la dignità passa necessariamente attraverso l’eliminazione delle barriere, fisiche, burocratiche e morali.
L’inclusione non è un atto di cortesia o un gesto di beneficenza, ma l’adempimento di un diritto umano fondamentale: il mondo non è completo finché non appartiene a tutti, senza eccezioni.
Salvatore Cimmino