Disabilità Controcorrente: a Torre Annunziata il diritto alla cittadinanza non può più attendere

Disabilità Controcorrente: a Torre Annunziata il diritto alla cittadinanza non può più attendere

22 Aprile 2026 0 Di salvatore cimmino
A Torre Annunziata l’inclusione è l’unico mare che non conosce barriere:
dove c’è amore per i diritti, ogni muro crolla.

Lunedì prossimo, 27 aprile, avrò l’emozione e l’onore di presentare il mio libro, Disabilità Controcorrente, al Liceo Statale Pitagora Croce di Torre Annunziata. Tornare nella mia città, a cui sono profondamente legato non solo per i natali ma per un’appartenenza viscerale che porto dentro ogni giorno, ha per me un significato che va ben oltre la semplice presentazione editoriale. È un ritorno a casa per condividere una visione di futuro con le nuove generazioni del mio territorio.

Mi confronterò con gli studenti e le studentesse su un tema che non è solo il cuore del mio libro, ma la missione della mia vita: l’inclusione. Troppo spesso questa parola viene usata come uno slogan astratto, un concetto di facciata che si svuota di senso quando ci scontriamo con la realtà quotidiana. Al Pitagora Croce vorrei invece parlare di un’inclusione che si fa carne, che diventa pratica politica e sociale, capace di trasformare radicalmente il tessuto della nostra comunità.

Raggiungere questo traguardo significa, prima di tutto, avere il coraggio di guardare in faccia le mancanze del nostro presente. Significa impegnarsi concretamente per rimuovere ogni tipo di barriera: non solo quelle architettoniche e materiali, che ancora impediscono il libero movimento, ma soprattutto quelle immateriali. Parlo dei pregiudizi, dei pietismi e di quella pigrizia culturale che relega la disabilità a una questione medica o a un problema privato, quando invece è una responsabilità collettiva.

Dobbiamo dircelo chiaramente: ogni ostacolo che impedisce a una persona con disabilità di accedere alla salute, a un’istruzione di qualità o a una mobilità dignitosa non è solo un disagio, ma una violazione dei diritti umani. Quando un giovane non può frequentare la scuola alle stesse condizioni dei suoi coetanei, o quando un cittadino non può godere delle bellezze della propria città a causa dell’incuria, stiamo assistendo a una ferita inferta alla democrazia stessa.

Il mio libro vuole essere un grido controcorrente proprio perché rifiuta la logica della delega. Rivendicare il diritto alla salute e all’istruzione non significa chiedere assistenza, ma esigere il diritto umano di cittadinanza. Essere cittadini significa poter partecipare attivamente alla vita della polis, contribuire al suo progresso, abitare gli spazi pubblici con la stessa dignità di chiunque altro.

Parlare ai giovani di Torre Annunziata significa piantare un seme di consapevolezza in un terreno fertile e appassionato. Sono loro i custodi del cambiamento necessario per trasformare la nostra città in un modello di civiltà, dove l’accessibilità non sia vista come un favore concesso dall’alto, ma come il presupposto indispensabile per una società giusta. Vi aspetto per discutere insieme di come ribaltare la prospettiva e costruire, finalmente, una comunità senza confini e senza esclusioni.

Salvatore Cimmino