2026: Oltre i confini, verso un nuovo paradigma

L’inizio di ogni nuovo anno porta con sé l’auspicio di una vita più dignitosa e meno gravata dalle difficoltà quotidiane. Per le persone con disabilità e i loro familiari, la speranza è che cessi finalmente quella lotta solitaria contro i mulini a vento della burocrazia e dell’indifferenza, trasformando la precarietà in certezze e inclusione.
Affinché questo auspicio si traduca in realtà concreta, esigiamo dalle istituzioni un deciso cambio di passo. È tempo che la nostra dignità di cittadini sia pienamente riconosciuta, superando finalmente quella visione miope che ci riduce a meri capitoli di spesa. Non siamo un onere sociale, ma persone i cui diritti fondamentali non possono più essere sacrificati sull’altare di logiche di bilancio in aperto contrasto con i principi costituzionali.
Per stimolare questo necessario cambio di paradigma, porterò in giro per l’Italia il mio libro, Disabilità Controcorrente. Il mio obiettivo è dare voce agli oltre 13 milioni di persone che, sin dalla nascita della Repubblica, chiedono il pieno rispetto della Carta Costituzionale e che, non venga più né elusa né tradita: La Repubblica ha il dovere di tutelare la salute come diritto inviolabile e di garantire il rispetto della dignità umana, assicurando a ogni individuo una piena cittadinanza.
Dobbiamo ribadirlo con forza: l’accesso alle nuove tecnologie assistive — che si tratti di un ginocchio bionico, di un puntatore oculare o di una carrozzina di ultima generazione — non è un semplice supporto tecnico, né un capriccio tecnologico. È uno strumento di libertà. Il diritto a queste tecnologie non può e non deve dipendere dalle disponibilità economiche dello Stato: subordinare la mobilità o l’autonomia al bilancio è un vero crimine costituzionale.

Per chi ne ha bisogno, una riabilitazione sartoriale e l’accesso a protesi o terapie avanzate hanno lo stesso valore vitale di un trapianto di cuore. Proprio come un cuore nuovo restituisce la vita a un corpo morente, queste tecnologie ripristinano il flusso stesso dell’esistenza. Negarne l’accesso significa condannare una persona a un’insufficienza funzionale che logora e spegne l’anima, esattamente come un cuore malato che smette di battere.
Rivolgo un appello al Consiglio dei Ministri e ai Parlamentari dell’intero emiciclo: nessuno è immune da eventi avversi che possono cambiare la vita in modo permanente. Continuare a ignorare i dettati della nostra Costituzione e i diritti umani fondamentali rappresenta un precedente pericoloso che, un giorno, potrebbe ritorcersi contro chiunque, inclusi voi stessi.
Salvatore Cimmino
.Mitico Salvatore un vero combattente, io sono al tuo fianco x quello che potremo far nel mio Friuli. Buon 2026 ricco di vittorie