Prima di tutto, siamo esseri umani

Prima di tutto, siamo esseri umani

1 Febbraio 2026 1 Di salvatore cimmino

Gli ultimi anni sono stati segnati da una spirale di violenza globale: dall’invasione russa in Ucraina iniziata nel 2022, all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, fino alla devastante risposta israeliana nella Striscia di Gaza e alle violenze dei coloni in Cisgiordania. Queste tragedie hanno causato, e continuano a causare centinaia di migliaia di vittime civili, scatenando — giustamente — la ferma protesta dell’opinione pubblica italiana contro barbarie che minacciano la stabilità del pianeta.

Eppure, questa stessa opinione pubblica resta inerte di fronte a un’altra sistematica violazione dei diritti umani: quella che colpisce quotidianamente le persone con disabilità.

In Italia, il diritto all’autodeterminazione, alla piena cittadinanza e alla vita indipendente è ancora un miraggio. Le barriere non sono solo architettoniche, ma sistemiche: l’accesso a una riabilitazione personalizzata è un percorso a ostacoli, e ogni tentativo di esercitare diritti fondamentali — dall’istruzione alla mobilità, fino alla semplice organizzazione di una vacanza — si scontra con muri di indifferenza e inefficienza.

Esiste un silenzio che non è pace, ma isolamento. È un silenzio assordante che oggi emargina oltre 13 milioni di persone in Italia, includendo le famiglie che, spesso in solitudine, sorreggono il peso di un sistema di welfare carente. Questa non è solo una questione di assistenza, ma una violazione dei diritti umani sistematica e silenziosa, che si consuma ogni giorno nell’ombra dell’indifferenza collettiva.

L’emarginazione non nasce dalla disabilità in sé, ma dalle barriere — fisiche, digitali e mentali — che la società continua a innalzare. Ignorare questi numeri significa negare l’esistenza di una parte integrante del Paese. È fondamentale ribadire una verità che dovrebbe essere scontata, ma che la realtà dei fatti mette costantemente in discussione: le persone con disabilità sono esseri umani, titolari di desideri, ambizioni e del diritto inalienabile a una vita indipendente, come sancito dalla nostra Costituzione prima e dalla Convenzione ONU poi.

Non possiamo più permettere che il diritto alla cittadinanza sia trattato come un favore o una concessione. Spezzare questo silenzio è il primo passo per trasformare una società che esclude in una comunità che include.

Salvatore Cimmino