Oltre 2 Miliardi di persone con Disabilità: Il Silenzio assordante dei conflitti e l’ipocrisia del mercato

Oltre 2 Miliardi di persone con Disabilità: Il Silenzio assordante dei conflitti e l’ipocrisia del mercato

7 Marzo 2026 0 Di salvatore cimmino
Nessuna guerra, nessuna elemosina. Solo il diritto a un’esistenza armonica e dignitosa. La disabilità è parte dell’umano, l’inclusione è una scelta di civiltà.

Prima che la follia umana incendiasse l’Ucraina e prima che il Medio Oriente esplodesse in un nuovo, devastante conflitto tra Israele, USA e Iran, il mondo contava già oltre 1 miliardo e 400 milioni di persone con disabilità. Oggi, sotto il peso delle macerie di queste guerre folli, sono certo che abbiamo superato i 2 miliardi.

Un terzo della popolazione mondiale. Numeri che definire emergenza è un eufemismo. Siamo di fronte a una catastrofe umanitaria permanente, spesso ignorata dai salotti del potere e dai titoli dei telegiornali.

Chi si occuperà di questa enorme popolazione? Quale futuro stiamo costruendo?

Mentre i Governi bruciano miliardi in armamenti, ci auguriamo — anzi, pretendiamo — che la fine di questa cinquantina di conflitti sparsi per il globo porti finalmente a una nuova linea politica. Non elemosina, ma inclusione vera. Speriamo in un cambio di rotta che restituisca speranza al pianeta, mettendo al centro la dignità umana e non il profitto bellico.

E a proposito di profitto, parliamo dell’osceno mercato degli ausili e delle protesi. È inaccettabile che la tecnologia di ultima generazione sia un lusso per pochi. Un ginocchio elettronico o bionico non può e non deve costare 80 mila euro.

Come mi ricordava il mio amico Hugh Herr, uno dei più grandi scienziati al mondo in questo campo, stiamo parlando di ingegneria, spesso composta da componenti accessibili, non di oro colato.

Boston, USA – Salvatore con Hugh Herr, Direttore del gruppo di ricerca Biomechatronics presso il MIT Media Lab

Far pagare un prezzo simile significa condannare alla disabilità permanente chi non può permetterselo. Normare questo mercato è un imperativo morale.

Le persone con disabilità non sono casi sociali o numeri su un registro. Sono esseri umani. Vogliono amare, costruire una famiglia, avere una casa, un lavoro e vivere in armonia col mondo. Quella che chiamano normalità è un diritto, non un privilegio.

È ora di smetterla di guardare altrove. La disabilità creata dalla guerra e dalla disuguaglianza è la vera sconfitta dell’umanità.

Salvatore Cimmino