Monte di Procida Controcorrente: la rivoluzione della libertà contro la prigionia silenziosa delle disabilità

dove la passione per il mare si trasforma in un concreto gesto di solidarietà
Esiste una prigionia silenziosa, fatta di isolamento e barriere che pesano come macigni sulla vita di troppe persone. Ma a Monte di Procida qualcosa è cambiato. Chi ha partecipato all’incontro di presentazione del mio libro Disabilità Controcorrente, non si è limitato ad ascoltare: ha scelto di agire in prima persona per spezzare queste catene. Non è stato un semplice atto formale, ma l’inizio di una vera e propria liberazione collettiva.
Dall’evento è emerso un desiderio ardente e inequivocabile: smettere di voltarsi dall’altra parte di fronte al dolore invisibile di chi vive con disabilità a pochi metri da noi. Il cuore del dibattito non è stato solo la rimozione degli ostacoli fisici, ma la restituzione della libertà individuale. Ogni barriera, architettonica o culturale, rappresenta infatti una violazione del diritto umano all’autodeterminazione e una negazione della dignità.
La voglia di cambiamento ha già una data certa. Tra un mese esatto ci ritroveremo, non per discutere di teoria, ma per iniziare a disegnare concretamente la città del futuro, fondata sulla solidarietà e sulla certezza del diritto.
L’obiettivo è chiaro: applicare i principi della Progettazione Universale. Come sancito dall’art. 2 della Legge 3 marzo 2009 n. 18, con la quale l’Italia ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, “Per Progettazione Universale si intende progettare edifici, strutture, prodotti e servizi utilizzabili da tutte le persone, senza la necessità di apportare modifiche“. Vogliamo uno spazio pubblico che non escluda, ma accolga; un’architettura che smetta di essere un limite per diventare, finalmente, un ponte.
Quando la volontà di una comunità decide che la prigionia della disabilità altrui non è più tollerabile, la trasformazione è già in atto. Grazie all’impegno delle persone straordinarie incontrate a Monte di Procida, sono certo che scardineremo quei cancelli invisibili, restituendo dignità e autonomia alle persone con disabilità e alle loro famiglie.
Salvatore Cimmino