Torre Annunziata, il crollo di Palazzo Fienga e il crollo della politica: la legalità ha bisogno di onestà intellettuale

L’abbattimento di Palazzo Fienga, storico roccaforte del potere camorristico a Torre Annunziata, non è stao un semplice atto edilizio, ma un simbolo potente di liberazione. Le dichiarazioni del Procuratore Nunzio Fragliasso, cariche del pathos necessario per marcare una svolta epocale, avrebbero dovuto unire la città in un sentimento di rivalsa e di orgoglio. Invece, hanno innescato una diatriba politica che ha portato alle dimissioni del sindaco Cuccurullo, evidenziando una preoccupante scollatura tra la gestione della cosa pubblica e il perseguimento del bene comune.
Palazzo Fienga era il centro di gravità del malaffare, la prova tangibile che lo Stato era stato, per troppo tempo, assente. Oggi, quelle macerie rappresentano l’opportunità di ricostruire, non solo fisicamente, ma moralmente. Tuttavia, le reazioni scomposte a tali dichiarazioni lasciano emergere una dolorosa verità: la camorra si sconfigge con la legalità, ma la legalità senza onestà intellettuale è una scatola vuota.
Invece di accogliere le parole del Procuratore Fragliasso come una sfida collettiva, un invito a fare squadra tra istituzioni e cittadinanza per ripulire il territorio, si è preferito arroccarsi in polemiche personalistiche. I principali attori di questa triste pagina politica hanno commesso un errore fondamentale: hanno elevato la propria persona, il proprio orgoglio o la propria convenienza, al di sopra del bene comune, ovvero il riscatto di Torre Annunziata.
L’onestà intellettuale impone di riconoscere che la lotta alla camorra non ammette sfumature o tentennamenti. Non è il tempo del vittimismo istituzionale, ma quello della responsabilità. Le dimissioni del sindaco, frutto di un clima surriscaldato, dimostrano quanto sia fragile il sistema politico locale di fronte alla necessità di un cambio di paradigma radicale.
La vera sfida non è solo abbattere le mura fisiche del potere criminale, ma demolire la mentalità omertosa e la politica dell’interesse privato. Questo si ottiene seguendo, senza deviazioni, i principi del dettato costituzionale in materia di legalità, un principio che deve guidare ogni azione amministrativa.
Il Procuratore Fragliasso ha lanciato una sfida, non contro il Comune, ma a favore della città. Invitare il magistrato a fare squadra significava accettare la responsabilità di governare con trasparenza, garantendo che su quelle macerie nasca un futuro di legalità.
Ora, la cittadinanza onesta deve pretendere che l’interesse pubblico torni a essere la stella polare. La camorra si sconfigge quando l’onestà intellettuale prevale sulla polemica, quando le istituzioni si uniscono in una visione comune e quando il coraggio di agire è più forte della paura o dell’ambizione personale. Torre Annunziata merita di rialzarsi, ma può farlo solo se si libera dalle faide politiche interne e si stringe attorno a un progetto di legalità condiviso e onesto. Il crollo di Palazzo Fienga sia davvero l’inizio di un nuovo ordine.
Per queste ragioni, è necessario un atto di coraggio che superi l’amarezza del momento. Il Sindaco Cuccurullo ha il dovere morale di ripensarci e ritornare al proprio posto. Torre Annunziata, ferita da decenni di infiltrazioni e abbandono, sta attraversando un passaggio storico delicatissimo: la città non può permettersi l’ennesimo commissariamento, che significherebbe paralisi amministrativa e un pericoloso vuoto di potere democratico proprio nel momento in cui lo Stato deve mostrare il suo volto più autorevole.
Accettare la sfida del Procuratore Fragliasso non come un attacco, ma come uno stimolo a fare di più e meglio, è l’unica via percorribile. Il Sindaco Corrado Cuccurullo torni a guidare la comunità, trasformando l’indignazione in azione politica concreta e l’onestà intellettuale in uno scudo contro ogni condizionamento. La camorra si sconfigge restando in trincea, non lasciando il campo: solo una guida stabile e pienamente legittimata può garantire che la polvere di Palazzo Fienga diventi il cemento di una nuova, definitiva stagione di legalità.
Salvatore Cimmino