80 anni di Repubblica, 80 anni di invisibilità: la nostra libertà è ancora un miraggio

80 anni di Repubblica, 80 anni di invisibilità: la nostra libertà è ancora un miraggio

2 Giugno 2026 0 Di salvatore cimmino
Disabilità Controcorrente

Mentre l’Italia celebra gli 80 anni della Repubblica, una parte fondamentale del Paese è costretta a vivere ancora ai margini, vittima di un’invisibilità che pesa come una condanna. Sono passati decenni dalla nascita della nostra democrazia, ma per le persone con disabilità la strada verso la piena libertà è ancora costellata da quotidiane e inaccettabili violazioni dei diritti umani.

Eppure, gli strumenti giuridici non mancano. Con la Legge 3 marzo 2009 n. 18, l’Italia ha ratificato la fondamentale Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità, impegnandosi solennemente a tutelare l’autodeterminazione, l’accessibilità e il rispetto della dignità. Ma cosa rimane di quegli impegni?

La ratifica dei trattati non basta se non si traduce in un cambiamento tangibile. L’autodeterminazione, ovvero il diritto di scegliere dove e come vivere, resta spesso un miraggio. L’accessibilità universale continua a essere un’eccezione e non la regola, negando di fatto la mobilità autonoma. Anche per quanto riguarda la riabilitazione e l’accesso a tecnologie congeniali alle proprie esigenze, gli ostacoli burocratici ed economici relegano le persone a una condizione di perenne dipendenza.

La mancata applicazione dell’accomodamento ragionevole si scontra ogni giorno con un sistema che non è ancora in grado di accogliere pienamente la diversità. Questo si traduce in una invisibilità di Stato: siamo esclusi dai processi decisionali, ignorati nelle politiche di sviluppo urbano e costretti a lottare per ottenere servizi che dovrebbero essere garantiti.

La libertà non può essere un privilegio per pochi. Le persone con disabilità non chiedono compassione, ma esigono l’esigibilità dei propri diritti fondamentali. La Repubblica sarà veramente libera e democratica solo quando verrà abbattuto l’ultimo stigma sociale.

Quando potremo festeggiare la nostra libertà? Potremo farlo il giorno in cui non ci sarà più bisogno di invocare le leggi per ottenere ciò che spetta per diritto di nascita, il giorno in cui l’inclusione non sarà più un’utopia, ma la normalità per tutti.

Salvatore Cimmino