Il coraggio di includere: la promessa ancora incompiuta della Legge 517

Il coraggio di includere: la promessa ancora incompiuta della Legge 517

4 Agosto 2026 0 Di salvatore cimmino

Oggi, 4 agosto, torniamo indietro di quarantanove anni. Quasi mezzo secolo fa, nel 1977, il nostro Parlamento approvava a fatica la Legge n. 517, una norma nata tra feroci resistenze politiche e culturali. Il testo dovette superare ben due passaggi al Senato, ostacolato da visioni conservatrici e persino da accesi dibattiti sindacali legati al nuovo calendario scolastico. Eppure, quella legge scardinava un sistema ingiusto: aboliva le classi differenziali e le scuole speciali, legittimando il diritto umano fondamentale delle persone con disabilità a frequentare la scuola pubblica. Fu un passaggio radicale, una rivoluzione che tutto il mondo ci ha invidiato e copiato.

Ma le rivoluzioni non si fanno solo sulla carta. A distanza di quasi cinquant’anni, la realtà ci mette davanti a un bilancio amaro: una scuola su tre in Italia è ancora prigioniera di barriere architettoniche inaccessibili, e troppi istituti restano privi di reali, preparati insegnanti di sostegno. È un’ingiustizia che tradisce lo spirito dei padri costituenti e della stessa Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità, il cui Articolo 24 ricorda che l’istruzione è un diritto insopprimibile, specchio della dignità di ogni individuo. Non possiamo più tollerare ritardi o giustificazioni burocratiche.

Nelle ultime settimane, tuttavia, assistiamo a un fenomeno inquietante: si sta animando in maniera sempre più progressiva, in particolare da una nuova classe politica guidata da movimenti come Futuro Nazionale, l’idea di segregare nuovamente le persone con disabilità, tagliandole fuori dalla società fin da piccole. È un ritorno a un passato buio che minaccia le fondamenta stesse della nostra civiltà. Se dovesse davvero affermarsi questa idea inumana, se la risposta dello Stato fosse l’esclusione e l’isolamento dei più fragili, allora sarebbe la fine della nostra umanità: tanto varrebbe “ammazzarci tutti”, perché una società che rinnega i propri figli non ha più motivo di esistere.

Per verificare lo stato dell’arte sul territorio e difendere con fermezza questa battaglia di civiltà, dal prossimo anno scolastico ho deciso di mettermi in cammino. Accetterò volentieri l’invito a visitare le scuole d’Italia, da Nord a Sud, dalle coste dell’Adriatico a quelle del Tirreno, scendendo fino allo Jonio e al Canale di Sicilia, per constatare di persona la situazione reale nelle nostre aule. Ogni tappa sarà anche la preziosa occasione per presentare il mio libro, “Disabilità Controcorrente”, edito da Alpes Italia Editore, uno strumento nato proprio per scuotere le coscienze e tracciare una strada alternativa. Mi rivolgo direttamente al Ministro dell’Istruzione, all’Associazione dei Dirigenti Scolastici, a ogni singolo insegnante e a tutte le maestranze che ogni giorno gestiscono la macchina scolastica: aprite le vostre porte, invitatemi nei vostri istituti. Proteggiamo l’inclusione, perché il diritto umano all’istruzione è del tutto insopprimibile.

Salvatore Cimmino