Torre Annunziata in ginocchio: il fango travolge la città e svela cinquant’anni di fallimenti

Torre Annunziata si riscopre drammaticamente fragile, indifesa e letteralmente in ginocchio di fronte alle prime avversità atmosferiche. È bastato un forte temporale, un’ondata di maltempo improvvisa ma ampiamente prevedibile, per buttare giù l’intera città e metterne a nudo le storiche e gravissime carenze strutturali. Nel giro di poche ore, al posto delle normali strade cittadine si sono formati veri e propri fiumi di fango in piena, capaci di trascinare via tutto ciò che incontravano sul loro cammino. Le piazze principali si sono trasformate in laghi impraticabili, isolando interi quartieri, mentre alberi apparentemente solidi sono stati sradicati e abbattuti con una facilità disarmante, quasi fossero fatti di cartapesta.
Quello che è andato in scena nelle ultime ore non può essere liquidato semplicemente come un evento naturale eccezionale o come una sfortunata fatalità. Si tratta, al contrario, della dimostrazione plastica e inconfutabile del totale fallimento di chi ha amministrato questo territorio. Chi ha governato la città negli ultimi cinquant’anni ha palesato una responsabilità storica immensa: o non possedeva affatto le competenze e le conoscenze tecniche necessarie per presiedere e tutelare un tessuto urbano così complesso, oppure è stato complice e ingranaggio di un sistema mafioso e corruttivo che ha sistematicamente anteposto gli interessi privati e clientelari al bene comune e alla cura del territorio.
Il risultato devastante di questo mezzo secolo di cecità politica e malaffare è oggi sotto gli occhi di tutti i residenti. Sono stati progressivamente rimossi e smantellati tutti quei servizi fondamentali che garantiscono la sicurezza e la sopravvivenza stessa della popolazione. Nel corso degli ultimi decenni, presidi vitali come l’ospedale cittadino, i distaccamenti dei Vigili del Fuoco e i punti di primo soccorso sul territorio sono scomparsi o sono stati ridotti ai minimi termini. Oggi la comunità si ritrova così privata delle tutele più elementari proprio nel momento della massima emergenza, lasciata sola a se stessa di fronte all’incuria. La pioggia ha soltanto sollevato il velo su un declino strutturale profondo e consapevole, trasformando una perturbazione nell’ennesimo atto d’accusa contro la gestione pubblica locale. Torre Annunziata non deve solo spalare il fango; ha il dovere di pretendere la restituzione dei propri diritti e della propria sicurezza.
Per uscire da questo abisso, la speranza della comunità deve ora tradursi in azione concreta e collettiva. La rinascita del territorio può partire solo dalla costituzione immediata di un comitato cittadino forte e coeso. Questo organismo dovrà rappresentare in modo trasversale tutte le ideologie politiche. L’obiettivo primario sarà imporre una svolta radicale in vista delle prossime elezioni comunali. I cittadini devono pretendere di votare esclusivamente i programmi e non le singole persone o i soliti centri di potere. Sarà fondamentale esigere cronoprogrammi chiari e garanzie precise su come i progetti verranno effettivamente rispettati. Per fare questo, il comitato dovrà pretendere l’inserimento nell’amministrazione di figure professionali altamente qualificate. Solo tecnici competenti e trasparenti, funzionali al rispetto dei programmi, potranno garantire la sicurezza e la dignità che Torre Annunziata merita.
Salvatore Cimmino