Lettera aperta al Sindaco: dove la disabilità grave diventa una condanna all’invisibilità

Alla cortese attenzione del Sindaco di Vico Equense
Ci sono realtà che la burocrazia dimentica, ma che la coscienza collettiva non può ignorare.
Nel territorio di Vico Equense esiste un luogo simbolo di una vergogna silenziosa.
Questa ferita aperta ha un nome preciso ed evidente: si tratta di Via Campidoglio.
Da anni, una famiglia residente denuncia con forza l’inaccessibilità totale della via.
Una barriera fisica insormontabile che si traduce in una condanna quotidiana e senza uscita.
Questa grave situazione è esasperata dalla presenza di un componente con disabilità grave.
Questi cittadini sono, a tutti gli effetti, prigionieri dimenticati nella loro stessa casa.
La totale mancanza di un accesso sicuro li ha resi invisibili agli occhi delle istituzioni.
È una condizione estrema che i familiari descrivono come quella di veri morti viventi.
L’isolamento forzato logora lo spirito e cancella ogni prospettiva di futuro sereno.
La loro quotidianità è ridotta a una lotta estenuante contro le barriere e l’indifferenza.
Ma l’inaccessibilità di Via Campidoglio non rappresenta soltanto un gravissimo limite alla mobilità.
Questa situazione configura un rischio enorme e inaccettabile per l’incolumità e la vita stessa.
In caso di emergenza medica, è materialmente impossibile far transitare un’ambulanza per prestare soccorso. Impedire il passaggio ai mezzi di soccorso significa lasciare questa famiglia al proprio destino.
Ogni minuto perso a causa della strada bloccata può fare la differenza tra la vita e la morte.
È inconcepibile che il diritto fondamentale alla salute e alla sicurezza venga così compromesso.
Eppure, gli strumenti normativi e legali per evitare questo scempio sociale esistono chiaramente.
La nostra legislazione parla una lingua precisa, fondata sul rispetto assoluto e sull’inclusione.
Il punto di riferimento cardine è la Legge 3 marzo 2009 N. 18, con la quale l’Italia ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.
Se questi principi venissero finalmente attuati e non elusi, lo scenario sarebbe opposto.
Questa famiglia oggi non vivrebbe ai margini, esclusa dal mondo e privata delle libertà.
Al contrario, avrebbe potuto rappresentare una risorsa preziosa per tutta la comunità locale.
Purtroppo, la realtà dimostra come la dignità di questi cittadini sia stata calpestata.
Non si sta chiedendo un favore personale, ma il legittimo rispetto della legalità vigente.
Garantire il diritto alla sicurezza e al soccorso è il primo dovere di chi amministra.
Il Comune di Vico Equense ha il dovere morale e giuridico di abbattere questo muro.
Egregio Sindaco, Le si chiede di intervenire con la massima urgenza in Via Campidoglio.
Ripristinare l’accesso sicuro significa restituire la vita e la dignità a chi è fragile.
Salvatore Cimmino