La rotta condivisa dell’inclusione: il mio grazie all’Ammiraglio Donato Marzano

Carola De Fazio, Salvatore Cimmino, l’Amm. Donato Marzano
Si conclude in questi giorni un capitolo fondamentale per la Lega Navale Italiana e per tutti noi che crediamo nel mare come spazio di riscatto e di uguaglianza. L’Ammiraglio Donato Marzano termina il suo secondo mandato consecutivo alla guida di questa importante Istituzione e io, che ho avuto il privilegio di conoscerlo, sento il bisogno di testimoniare la profondità di un percorso umano unico. Per me è stata una fortuna immensa camminare e navigare al suo fianco ogni qual volta ne abbiamo avuto l’occasione, trovando in lui un interlocutore attento e un alleato raro, capace di accogliere, fare proprie e sostenere concretamente le battaglie e le proposte in cui credo. Insieme, in questi anni, abbiamo cementato un sodalizio fondato su valori veri e condivisi: la solidarietà, la valorizzazione delle diversità e una visione della vera inclusione sociale che non ammette compromessi.
Grazie a questa profonda sinergia valoriale abbiamo potuto sognare in grande e strutturare progetti di portata epocale, nati proprio dalla condivisione e dall’accoglimento delle mie proposte. Penso a quelle tappe straordinarie in cui abbiamo condiviso un cammino comune, a partire dal mio Giro d’Italia a Nuoto del 2021 fino alla presentazione in lungo e in largo del mio libro, Disabilità Controcorrente. Insieme abbiamo attraversato lo stivale da nord a sud e, anche laddove non era presente fisicamente, l’Ammiraglio faceva sentire costantemente la sua vicinanza, testimoniando con il suo autorevole supporto il valore culturale di questa sfida. Ricordo con profonda commozione l’accoglienza ricevuta e la partecipazione sentita, calorosa e affettuosa di tutte le Sezioni della Lega Navale. Da Ventimiglia a Trieste, ogni delegazione, ogni presidente, ogni socio e volontario si è stretto intorno al progetto con un entusiasmo travolgente, trasformando ogni arrivo e ogni dibattito in una festa di popolo e in un momento di autentica solidarietà che ha dato una forza propulsiva inarrestabile al nostro messaggio.
Il nucleo più autentico di questa mia collaborazione con l’Ammiraglio risiede nella condivisione di un concetto cardine che mi sta profondamente a cuore e che costituisce il fulcro di ogni mia iniziativa: la propedeuticità delle condizioni iniziali. Insieme abbiamo voluto gridare alle istituzioni e all’opinione pubblica che non possono esistere pari opportunità se la linea di partenza è disegnata in modo disuguale. Donato Marzano ha compreso subito, con una sensibilità fuori dal comune, che l’accesso immediato a una riabilitazione congeniale e personalizzata alle specifiche esigenze di ciascuno costituisce la base irrinunciabile e il prerequisito assoluto. Senza questo fondamentale tassello di partenza, qualsiasi discorso sui diritti rischia di rimanere una promessa vuota o una sterile formula retorica.
Soltanto garantendo queste condizioni iniziali adeguate diventa infatti possibile, per una persona con disabilità, affrontare e vincere le complessità necessarie a esercitare i pieni e fondamentali diritti di cittadinanza. Il lavoro che abbiamo portato avanti in questi sei anni ha mirato esattamente a questo traguardo concreto: abbattere i muri invisibili per permettere a ciascuno di esercitare il proprio diritto alla mobilità, al lavoro, all’abitare dignitosamente e alla pratica sportiva. Il mare, nella visione che ho condiviso con l’Ammiraglio, non è mai stato un semplice elemento naturale su cui nuotare o navigare, bensì una straordinaria palestra di vita e un potente strumento di emancipazione, capace di rimettere al centro l’essere umano prima della sua condizione.
Oggi, mentre Donato si appresta a salutare la presidenza, il mio ringraziamento va all’uomo e all’amico che ha saputo ascoltare, accogliere e lottare per queste cause con l’austera dedizione del marinaio e la straordinaria empatia del vero leader. Questi sei anni di sfide, di incontri e di progetti lasciano un’eredità indelebile nella Lega Navale Italiana e nel mio percorso personale. La rotta che abbiamo tracciato insieme in difesa della dignità umana resta un faro acceso per il futuro: un cammino avviato sulle onde, ma scolpito nella roccia di valori che continueranno a guidarci, con la certezza che il nostro impegno per un mare aperto a tutti, senza barriere e senza esclusioni, non si fermerà qui. Con lo stesso spirito di servizio e con immutata speranza, auspico che con il nuovo presidente, l’Ammiraglio Giuseppe De Giorgi, si possa continuare a camminare insieme verso nuovi e ambiziosi traguardi di civiltà.
Salvatore Cimmino